CHE COSA SI INTENDE PER REVERSE ENGINEERING

Il reverse engineering come definizione  indica l’analisi dettagliata del funzionamento, progettazione e sviluppo di un oggetto al fine di realizzarne uno nuovo che mantenga tutte le caratteristiche di quello di partenza  migliorandone l’efficienza.

Nel campo della progettazione questo termine, viene utilizzato per riassumere l’intero processo di digitalizzazione di un’oggetto fisico per effettuare un’analisi o per effettuare una rimodellazione computerizzata mediante l’uso di software specifici.

Al fine di ottenere dei file utilizzabili con i più comuni software CAD (Solidworks; Catia; Cimatron; PowerShape, etc.) Bisogna trasformare il file STL (o nuvola di punti), ottenuto con la scansione 3D, in un file composto da entità geometriche ben definite. Questo processo viene comunemente chiamato “reverse engineering” e viene realizzato con diverse tecniche e software a seconda delle necessità finali. Le tipologie più usate sono:

– Ricostruzione parametrica (il file finale sarà composto da “raccordi”,”piani”,”curve”,”cilindri” riconoscibili dai vari software CAD.

– Ricostruzione per superfici esatte: Il file è costituito da una serie si superfici che vengono “adagiate” sulla scansione come se fosse una “pelle” . Tale sistema è indicato maggiormente quando le forme sono dette “organiche”.

I settori d’impiego sono illimitati: scultoreo; industriale; meccanico; aeronautico; aerospaziale; auto motive; civile; architettonico; medicale; etc..

reverse engineering-rappresentazione fasi

FASI PROCESSO DI REVERSE ENGINEERING

Il processo di reverse engineering si compone principalmente di due fasi:

– Acquisizione

– Trasformazione.

La fase di acquisizione prevede la digitalizzazione dell’oggetto mediante Scansione 3D (sia ottica che da contatto) in modo da poter avere un insieme di punti contigui chiamata comunemente “nuvola di punti”.

Questa per essere visualizzata sui software dedicati, viene rappresentata da una serie di poligoni che collegano fra loro tutti i punti acquisiti e prende il nome di “mesh poligonale”.

Maggiore è la densità dei punti rilevati, migliore risulterà l’approssimazione della mesh.

La fase di trasformazione prevede la rielaborazione della nuvola di punti in entità parametriche, approssimando geometricamente e razionalmente la mesh di partenza. I nuovi software dedicati al reverse engineering, come ad esempio Geomagic design X permette di effettuare la rimodellazione solida direttamente dai dati estrapolati dalla mesh.

In questa fase l’eventuale presenza di “rumori di fondo”, zone di discontinuità e distorsioni della scansione, possono pregiudicare la precisione di approssimazione. Per questo motivo prima di procedere con questa fase è consigliabile sempre ridurre queste imperferzioni con gli strumenti adeguati.